Teatro della Caduta
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Cyrano, serenate e altre storie d’amore

di e con Francesco Giorda - Lorena Senestro - Marco Bianchini
collaborazione alla regia – Massimo Betti Merlin
Produzione - Teatro della Caduta in collaborazione con il Circolo dei Lettori


"Con musica e parole vi dichiaro il mio amore, solo cosi raggiungerò il vostro cuore”. Una rima, una canzone o una spavalda serenata che potrete dedicare alla vostra amata. La celebre opera di Rostand fa da sfondo ad una serata che ripropone al grande pubblico alcune delle pagine più celebri della storia del teatro.
Alle letture dal Cyrano de Bergerac si aggiungono estratti di altri testi classici – Shakespeare, Moliére o Ettore Petrolini – letti o interpretati, a seconda dei casi, da tre attori abituati a lavorare in trio e con una spiccata sensibilità per il comico e la parodia.
Il tema è l’amore assoluto, nelle sue manifestazioni più romantiche, cortesi e anche dunque anche divertenti.
“I classici si fanno classici”: questa affermazione riassume il pensiero critico nonché la visione registica di Francesco Giorda, coadiuvato da Lorena Senestro e Marco Bianchini, coautori abituali.
Un servo amorevole può covare istinti di ribellione…e dietro la maschera di un’attrice si può nascondere una giovane donna sensibile…

Da questo spettacolo sono state tratte le due scene ispirate al Don Giovanni di Molière che hanno fruttato a FRANCESCO GIORDA e alla squadra del TEATRO DELLA CADUTA il Primo premio, nonché il premio del pubblico, al Festival Internazionale di Regia Teatrale Premio Fantasio Piccoli (Trento 24-25-26 novembre 2006) con le seguenti motivazioni:

Giudizi delle giurie:
a Trento (fase finale): “Spettacolo ricco di colpi di scena , invenzioni , continui ribaltamenti, con buoni tempi comici e raffinata ironia sul mondo della regia e del teatro. Puntuale e pertinente reinvenzione del testo nel suo rapporto con la messa in scena”
a Genova (selezione macroregionale): “la regia affronta il testo con allegra impudenza, prendendosi nei suoi confronti molte libertà, ma - in virtù anche di un pregevole controllo della recitazione e dei ritmi narrativi – sortisce uno spettacolo che, proprio all’interno della sua programmatica infedeltà, sa ben recuperare i personaggi e il senso delle due scene di Molière così portate sul palcoscenico”.

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