Al Teatro della Caduta l’ingresso a tutti gli spettacoli è libero.
Gli artisti non percepiscono un compenso, ma fanno cappello in sala.
Per il pubblico l’offerta è libera e chiunque può dare un prezzo allo spettacolo.
Non è un esercizio commerciale, non una compagnia in senso tradizionale,
ma un luogo dove gli artisti incontrano un pubblico nuovo.

“Si dice da tempo che al teatro che nasce mancano gli spazi, mancano i soldi. Forse è vero, ma non sono tanto convinto. Quello che non si dice mai è che al teatro manca il pubblico. Le persone preferiscono spendere il loro tempo altrove.
Al Teatro della Caduta abbiamo adottato la formula dell’ingresso libero agli spettacoli per avvicinare un pubblico nuovo al teatro. Nelle sale teatrali si vedono soprattutto due categorie di persone: il pubblico degli spettacoli d’intrattenimento con personaggi di richiamo sul palco, o un pubblico di nicchia - fatto di addetti ai lavori, appassionati e appartenenti al mondo che ruota attorno al business del teatro (festival, rassegne, concorsi, grandi produzioni) - che chiede qualcosa di ricercato, di intelligente. Tutti gli altri non vanno a teatro, o ci vanno per caso.
Al Teatro della Caduta invece ci vengono proprio tutti, anche per caso, e per entrarci non c’è bisogno di appartenere a niente; non è necessario valutare la qualità dello spettacolo per sapere se spendi bene i tuoi soldi o accertarsi che sia davvero fatto per te. Di solito, semplicemente, un amico te l’ha consigliato! Quando ci vai sei sorpreso perché hai l’impressione di trovarti davanti a qualcosa d’insolito. La sua sala è così piccola che sembra improbabile che qualcuno abbia pensato di farci un teatro. Sembra finto ma siccome è lì davanti a te, sei costretto ad ammettere che è autentico.
Nella mia idea questi sono da sempre gli ingredienti del teatro, quello che amo e che ho incontrato poche volte, di cui faccio fatica a dimenticarmi. Qualcosa che è difficile replicare e che merita di spendere - non tanto i tuoi soldi - ma il tuo tempo.
Ecco cosa manca al teatro: il tempo. E le persone che hanno voglia di spenderlo.
Il teatro non è un servizio da pagare: è un piacere! Come i cioccolatini, quelli buoni, che te li ricordi da quando sei piccolo e pagheresti per mangiarli ancora. E credo che la pensino così anche una parte delle 10.000 persone che sono venute a trovarci alla Caduta in questi 3 anni di spettacolo e che ringrazio per averci tenuto compagnia!”
Massimo Betti Merlin