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SPETTACOLO IN ANTEPRIMA
di e con Marco Bianchini (e William Shakespeare)
regia Lorena Senestro
C’è un giovane veneto che un giorno pensa che Amleto è proprio un bel personaggio, che dice un sacco di cose che vorrebbe dire lui, e in più le dice col linguaggio di Shakespeare, che è molto più bello del suo.
C’è un attore che vuole mettere in scena la storia della tragedia di Amleto: solo la storia, perché secondo lui non la sa nessuno …
Poi lo stesso attore dice: “la storia di Amleto non può prescindere da Amleto - il personaggio” - e così si appresta ad interpretarlo, a confrontarsi con tutti gli “amleti” prima di lui.
Ma soprattutto c’è Amleto, il protagonista della tragedia, che assorbe tutto, la sua stessa storia e quelle degli altri. Tutto … come un buco nero!
Così, dai tentativi di messa in scena del giovane veneto, dal confronto con lo spirito incarnato del principe di Danimarca e degli altri personaggi, dall’analisi attenta e ragionatissima del testo di Shakespeare nasce uno spettacolo che non è l’ennesima REinterpretazione di Amleto, ma una INTERPRETAZIONE, che utilizza tutte le possibili potenzialità di un singolo attore per metterle al servizio del testo. Una riflessione sull’uomo moderno a partire dal prototipo dell’uomo moderno.
Un monologo che diventa dialogo, che diventa racconto, che diventa confessione. Un’esplorazione azzardatissima dei meandri della mente umana, dal particolare all’universale, e ritorno. Per 400 anni la tragedia di Amleto ci ha posto delle domande.
Ora deve darci delle risposte…
Considerazioni su Amleto
I giovani: “non lo so, secondo me Amleto c’aveva ragione perché questo mondo è veramente come dice lui: essere o avere!”
L’attore (voce impostata): “Amleto è l’attore…”
Il napoletano: “eh..Amleto!! lo abbiamo inventato noi”
La femminista: “ Amleto è l’uomo moderno, il bambino ancora nelle mani di sua madre, non ha tagliato il cordone ombelicale”.
Produzione: TEATRO DELLA CADUTA
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