Teatro della Caduta
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Giovedì 9 Aprile e sabato 23 Maggio – ore 21.00

Teatro della Caduta - Via Buniva, 24 Torino (Vanchiglia)

Cantarsi - Vivere nelle canzoni

Di e con Matteo Castellano


La voce è tutto. La canzone è senso che guida la voce. La società si trasforma, le persone perdono il senso e le canzoni cambiano, ma la voce non muore mai e queste continuano a vivere negli autori, nei bambini, nei ragazzi e nei vecchi… Il Teatro della Caduta incarica Matteo Castellano, uno dei suoi frequentatori assidui, di trascinare il pubblico in un viaggio all’interno dell’essenza delle canzoni. Tre serate: la prima dedicata alla canzone intelligente (ironica, cumulativa, numerale), la seconda è sulla voce, il suo utilizzo nelle differenze tra i canti delle popolazioni (e regioni) del mondo. La terza e ultima serata sarà invece dedicata alle canzoni d’amore, alla passione del cantare il corteggiamento, il lamento e il pianto. Matteo Castellano canterà e presenterà sul piccolo e accogliente palco di via Buniva ospiti della scena torinese, vera e viva. Le migliori canzoni scritte in questi anni e quelle antiche che continuano a vivere in queste nuove voci.
Ospite fisso delle tre serate sarà Fabrizio Scolletta e altri ospiti a sorpresa!


Matteo Castellano è nato l’8 settembre a Torino, ha vissuto fino ai vent’anni a Fossano (CN), poi ha iniziato a viaggiare cercando di staccarsi da una famiglia provinciale e borghese che gli stava stretta. Roma, Londra, Santo Domingo, Spagna per poi fare ritorno a Torino e riuscire finalmente a vivere di musica. Ha pubblicato un unico disco dal titolo “I Funghi Velenosi”e ora sta lavorando al secondo album. Suona la chitarra, il pianoforte e ama cantare con tutto il corpo. Le sue esibizioni sono teatrali, violente, cascate di rap e altre volte silenziose, perse. L’emozione che vive determina, ogni volta, il suo concerto. Senza sensi precostituiti, i testi sono spesso tagliati, violentati, rimontati o svotati per farli diventare musica, pura musica. Al di là delle sue influenze e ingombranti miti (Bob Dylan, Carmelo Bene, Camarón de la Isla) aspira alla perfezione di un Dio inarrivabile: Pippo.

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