IL TEATRO E GLI ARTISTI DELLA CADUTA

 

Teatro della caduta

Situato nel cuore del quartiere Vanchiglia di Torino, con soli 45 posti a sedere in sala, il Teatro della Caduta è la più piccola sala teatrale della città.

Arredata con tavolini e sedie di legno, rievoca le atmosfere ed il gusto dei cabaret d’inizio secolo. “Una miniplatea di spirito circense che strapperebbe un sorriso compiaciuto a Fellini e non stonerebbe nel delicato bianco e nero dei film di Wim Wenders.” (Paolo Ferrari – D di Repubblica ottobre 2010)Dal 2005 propone ogni anno un cartellone vero e proprio con appuntamenti teatrali e musicali e un varietà settimanale di martedì sera con artisti sempre nuovi sul palco. Per favorire l’incontro con un pubblico nuovo, di non addetti ai lavori, l’ingresso è gratuito e gli artisti recuperano un compenso grazie alle offerte degli spettatori al termine degli spettacoli. Non è un esercizio commerciale, è piuttosto un’invenzione: un progetto di innovazione in ambito artistico e organizzativo che si basa su una struttura di collaborazione aperta a ad artisti e compagnie, che ad oggi conta ormai qualche centinaio di collaborazioni. Non è una compagnia teatrale tradizionale; è piuttosto un gruppo allargato di partecipazione – rivolto tanto al pubblico quanto agli artisti - cui il teatro offre i servizi di cui dispone: spettacoli a ingresso gratuito; lo spazio e le attrezzature per le prove; competenze tecniche e organizzative; opportunità di lavoro; pubblicità e ufficio stampa. Il pubblico è sempre presente. La direzione artistica sceglie gli artisti cui offrire una collaborazione attraverso l’esibizione sul palco nel varietà settimanale - che accoglie numeri e artisti senza provino - o nelle serate di cartellone. Con quelli più affini al progetto nascono spettacoli indipendenti fuori dalle normali logiche del mercato oppure vere e proprie produzioni utili alla distribuzione in circuiti teatrali tradizionali.Questa formula ha trasformato un vecchio negozio di 50mq nel luogo di incontro di attori e musicisti con un pubblico curioso e non avvezzo al teatro, fuori da ogni logica di mercato.

 

LA STORIA
 
“Era il 27 di dicembre, nel pieno del sopore natalizio, io stavo alla porta e Lorena andava in scena per la prima volta; vestiva i panni di diversi personaggi e introduceva numeri che non arrivavano mai perchè, dei pochi artisti che avevano accettato di andare sul palco senza compenso, la gran parte erano ammalati. Sembrava un presagio negativo! Ma grazie al volantinaggio dei giorni precedenti e all’ingresso libero, assisteva un pubblico di 25 curiosi, perlopiù sconosciuti. Per noi era un successo e siamo andati avanti, nonostante tutto.”
Massimo Betti Merlin
 

Nel 2003 Lorena Senestro e Massimo Betti Merlin hanno acquistato, grazie a un mutuo, un vecchio negozio nel quartiere Vanchiglia. L’intenzione era di dare un luogo e un senso concreto alla loro idea di teatro. In sei mesi l’hanno trasformato, con le loro mani e senza esperienza di edilizia o di teatro, nel più piccolo teatro della città. Nel dicembre del 2004, dopo due anni di gestazione, hanno presentato per la prima volta “Tutti quelli che cadono...”, lo spettacolo di arte varia che ancora oggi va in scena tutti i martedì sera e registra sempre il tutto esaurito. A distanza di anni, questo appuntamento settimanale ha riunito un gruppo di artisti, professionisti e non, che arricchiscono la proposta artistica e ne garantiscono l’esistenza collaborando gratuitamente alle serate del varietà. Prima della ricerca di un mestiere condividono la necessità di recitare di fronte a un pubblico e il mistero insito in questa pratica, nella convinzione che sia il solo modo per riscoprire il teatro e offrire un possibilità di parteciparvi. Teatro della caduta La scelta del quartiere Vanchiglia non è casuale perché è un quartiere prossimo al centro cittadino e sembra un paese dentro la città, cosi come questo piccolo teatro offre una dimensione umana dello spettacolo teatrale in tempi in cui l’offerta di spettacoli e di eventi teatrali ha acquisito una portata fuori misura. Nel 2005, su richiesta degli stessi artisti che popolano il varietà, è nata la prima stagione di teatro e musica a ingresso gratuito dove gli artisti recuperano il compenso grazie alle offerte degli spettatori al termine dello spettacolo. Questo modello di organizzazione, così come la logica di lavoro della serata del varietà del martedì, si sono diffusi a macchia d’olio a Torino e non solo; hanno generato grande partecipazione interessando tanto il pubblico quanto gli artisti in cerca di un pubblico nuovo e più stimolante, diverso dalla solita platea di teatranti e addetti ai lavori che è uno dei limiti del teatro dei nostri tempi a tutti i livelli. E’ proprio in virtù del successo di pubblico che la “Caduta” - così il pubblico ha ribattezzata la piccola sala di 50 posti - trova finalmente dei finanziatori pubblici. Dal 2006, grazie all’incontro con alcuni partner torinesi pubblici e privati – Circolo dei Lettori, Scuola Holden, Festival del Teatro Europeo, TO&TU, Setup, etc.. - il Teatro della Caduta partecipa ad eventi cittadini di rilievo - Torino Spiritualità, Fiera Internazionale del Libro, Paralimpiadi 2006, Cioccolatò, Biennale Democrazia, etc… Nel corso di alcuni anni, grazie all’intervento di nuovi finanziatori pubblici e al profitto generato dalla vendita di spettacoli e animazione teatrale, la stagione teatrale cresce fino ad una media di 85 serate di spettacolo l’anno. Sul palco ci sono esordienti e professionisti. Il pubblico accorre sempre numeroso, grazie anche all’ingresso gratuito.Nel 2006 Maura Sesia apre così la recensione su Repubblica a proposito dello spettacolo “L’altro Mondo”, presentato al Festival Torino Spiritualità: “L’autentica diversità sorprende. E forse i giovani di questa compagnia indicano davvero la via al nuovo teatro.” Nel 2008 il Teatro della Caduta fa notizia in nazionale grazie ad un articolo di Gianluca Favetto intitolato: “Così a Torino è tornata la vera avanguardia” dove descrive la piccola sala di via Buniva come “una grotta delle meraviglie: il più nuovo, originale, incantevole, necessario teatro di Torino”. A questo seguiranno un servizio in nazionale su RAI3 (Chi è di Scena), citazioni e interviste in radio (Caterpillar – RADIO2) e diversi altri servizi che raccontano l’originalità di questa esperienza teatrale (D di Repubblica, XL di Repubblica, Repubblica 2010). Diversi sono gli spettacoli che nascono in questi anni tra le mura della Caduta e numerose anche le produzioni teatrali, spettacoli per tutti che individuano uno stile preciso: la centralità dell’attore – che è spesso anche autore - l’esecuzione musicale dal vivo, il lavoro su autori classici del teatro e della letteratura, l’interazione con il pubblico e la contaminazione con l’arte di strada. Nel 2010, pur mantenendo l’ingresso gratuito, per garantire l’esistenza del progetto è stato introdotto il pagamento di un contributo annuale che dà diritto all’ingresso gratuito per tutta la stagione. Diversamente dal tesseramento a pagamento e dall’abbonamento, la prima volta che uno spettatore visita il Teatro della Caduta comunque non paga e viene tesserato gratuitamente. L’inserimento di questo contributo non ha generato alcuna diminuzione di pubblico (vedi statistiche) Teatro della caduta.

Passano gli anni e il Teatro della Caduta offre ancora oggi, agli artisti che lo desiderano, la possibilità di esibirsi senza provino ogni martedì nella serata del varietà; l’ingresso gratuito garantisce un pubblico insolito, perché non paga, e nonostante l’aspettativa e i suggerimenti di molti, mantiene l’identità e il vantaggio di uno spazio libero, dove la selezione dipende dal pubblico e dalla disponibilità a trasgredire a quella etichetta della professionalità che impone di non svendere il proprio lavoro gratuitamente. E tanto il pubblico quanto gli artisti rispondono sempre più numerosi!

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

SOSTENITORI

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