FINISCE IL VARIETA' DELLA CADUTA

 


Martedì 26 febbraio 2019 è andata in scena l'ultima serata del varietà della Caduta, dopo 15 anni di repliche settimanali.
Concludiamo una fatica che abbiamo iniziato io e Lorena nel 2004 con un investimento personale e senza alcuna prospettiva iniziale, ma che è diventata un’esperienza collettiva che non appartiene più a noi, ma al migliaio di artisti che l’hanno popolata sul palcoscenico e alle oltre 50.000 persone che in questi anni hanno partecipato con entusiasmo e aspettativa a questa follia. Un azzardo reso possibile da centinaia di giovani artisti disposti ad esibirsi solo per incontrare un nuovo pubblico, ma reso possibile anche dalla nostra giovane età di allora – io avevo 29 anni e Lorena 24 – e nato dal clima di stagnazione che la scena teatrale, non solo torinese, conosceva in quegli anni, e di cui avevamo piena consapevolezza. Una comunità allargata, principalmente di giovani ma poi nel tempo davvero di ogni età ed estrazione sociale, sensibile non tanto al teatro quanto al bisogno di far accadere qualcosa, di far cadere vecchie abitudini e aprirsi, con curiosità, al nuovo, a nuove pratiche di condivisione. Ecco cosa vuol dire 
“la Caduta”, come è stata ribattezzata questa esperienza dalle persone che l’hanno vissuta.

Venerdi RepubblicaIl teatro, la nostra formula amichevole di circolo a ingresso gratuito con il cappello, la piccola sala di via Buniva 24 arredata per accogliere lo spettatore come in un casa, sono stati solo gli strumenti di una promessa di rinnovamento che, mi sembra di poter dire adesso dopo 15 anni, non ha tradito le aspettative: il fermento culturale torinese, non solo teatrale, ha goduto e si è nutrito di questo esperimento ardito concepito con delle logiche fuori dal mercato.

Un piccolo sogno divenuto realtà, un gesto anche politico che indica il ruolo che il teatro dovrebbe avere e che spesso, ahimè, non ha più. Un progetto di tanti e per tutti, realizzato principalmente sulle spalle di persone che si sono innamorate del senso che generava, ma che le istituzioni cittadine non hanno voluto riconoscere ufficialmente e finanziariamente, se non con i ridicoli contributi – peraltro precari e tardivi - che vengono riservati ai progetti delle nuove generazioni.
Stona ma è mio dovere dirlo: come altre iniziative pionieristiche dell’ultimo trentennio, anche l’esperienza del Caffè della Caduta (durata 7 anni) e del Varietà della Caduta (durata 15 anni) terminano per l’incapacità dell’establishment torinese del mondo cosiddetto della cultura di credere nel ricambio generazionale, favorendo piuttosto il rinnovamento dei soliti meritevoli progetti del passato e dei grandi eventi. Non mancano affatto le risorse, ma le scelte politiche coraggiose!
Non crediamo giust
o portare avanti sulle spalle nostre, del nostro pubblico e degli artisti, un progetto che invece riguarda tante persone e che necessita del riconoscimento istituzionale.

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Molti ancora ci chiedono per quali ragioni personali abbiamo lasciato il Caffè della Caduta e perché concludiamo l’esperienza del Varietà: semplicemente sono state iniziative faticosissime, che richiedono un’energia che si ha solo da giovani e che oggi, non più giovani, non abbiamo più. Pensiamo che i tempi siano cambiati e che gli strumenti vadano rinnovati. Non accettiamo il ruolo di eterni giovani o esordienti che ci è stato affibbiato. Crediamo sia importante far conoscere le esperienze e le poetiche cresciute nel clima culturale della Caduta ad un pubblico nazionale. 

Non si tratta di un finale dunque, ma di un cambiamento, e di un nuovo inizio: grazie al riconoscimento ministeriale promuoviamo e distribuiamo ormai da 4 anni in tutta Italia il lavoro di alcuni degli artisti cresciuti tra le mura della Caduta. E grazie a Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Piemonte dal Vivo, complici del nostro progetto di rinnovamento, attraverso Concentrica promuoviamo in Piemonte e Liguria ormai da 6 anni compagnie ed esperienze artistiche come la nostra cresciute in altre regioni.


NON STATE CONNESSI … partecipate ai nostri spettacoli nel teatro sotto casa vostra e, se vi manca quell’atmosfera speciale che si respirava alla Caduta, vi auguriamo 15 anni di splendide fatiche come le nostre per realizzarne uno a casa vostra: vi basta una stanza di 45 mq e tanta voglia di far cader le regole! Sto scherzando... il Teatro della Caduta in via Buniva non chiude: continua ad accogliere corsi di formazione teatrale e a sostenere gli esordienti mettendo a disposizioni spazi e servizi per la creazione degli spettacoli (grazie anche al contributo della Circoscrizione 7 e del Comune di Torino). Di tanto in tanto accogliamo prove aperte o restituzioni al pubblico del lavoro di residenza degli artisti.

Vi aspettiamo,

Massimo e Lorena 

con un ringraziamento a tutti quelli, artisti, spettatori e appassionati, che hanno reso possibile questa grande esperienza 

lacaduta-logo bianco copia LA COMPAGNIA DELLA CADUTA >>     www.lacaduta.org 

    logo-web Concentrica    CONCENTRICA >>   www.rassegnaconcentrica.net

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Per i più nostalgici, ecco IL PRIMO VARIETA' DELLA CADUTA! >> 

 

 

 

 


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