ven 6 e sab 7 ottobre ore 21 CAFFÈ DELLA CADUTA| PRIMA NAZIONALE
1/6000
UNO SU SEIMILA

 
uno spettacolo di Marco Bianchini 
luci Fabio Bonfanti suoni Gabriele Porqueddu 
progetto scenografico Marzia Barberato, Marco Bianchini
produzioneTeatro della Caduta
con il sostegno di Campsirago Residenza, Teatrino Fontana/ RadiceTimbrica Teatro  - Botteg'art 
 
 "I've felt uncomfortable since the day that I was born..." John Grant

                                                                                                                                                                                                                                                           
IMG 6613

Villaverla, provincia di Vicenza, un piccolo comune di circa seimila abitanti del distretto n. 8, Alto Vicentino. Tra i seimila abitanti del paese ce n’è uno che ad un certo punto si rende conto che ci sono diverse cose in lui che lo rendono diverso rispetto a tutti gli altri. Le possibilità sono due: lasciare il paese, oppure trovare il modo di adattarsi. Quando ancora non hai raggiunto l’età per andartene di casa, la scelta è obbligata, devi adattarti. Ma fino a che punto si può cambiare sé stessi? E cosa succede quando si decide di smettere di adattarsi? 1 su 6000 è una mirabolante parabola drammaturgica che parte da una rielaborazione di ricordi e di esperienze personali per toccare una varietà di temi e situazioni mai vista prima: dalla nascita del libro che ha rivoluzionato il pensiero umano, all'invenzione di sofisticatissime strategie di sopravvivenza al bullismo, da nozioni sull’Alto Vicentino che ignorano persino i suoi abitanti, a retroscena inaspettati su cartoni animati giapponesi d'antan. E ancora, magie inutili, personaggi in cerca di una seconda chance, una suora, numerosi gattini. Oltre a tantissima musica di ottima qualità.

NOTE

Lo spettacolo nasce da una domanda: Com’è possibile che ancora oggi ci siano delle persone che devono vergognarsi di come sono, come si muovono, vestono, parlano, di quello che gli piace… che devono continuamente sorvegliare il proprio comportamento per non avere problemi e che addirittura, per questi stessi problemi arrivano al punto di togliersi la vita?

Ho voluto raccontare questo senso di scollamento tra la propria identità e l’immagine che si sente di dover mostrare all’esterno - la sensazione di non sentirsi “a posto” sia dentro di sé che rispetto al proprio ambiente - a partire dal mio vissuto personale, andando a ripescare episodi della mia infanzia e adolescenza nel profondo della provincia veneta e cercando la maniera di portarli in scena senza scivolare nell’autocommiserazione  e nel ripiegamento in me stesso, ma cercando di mantenere un registro in bilico tra ironia e dramma.

Ho provato ad immaginare un mondo in cui questo problema non esista più, per poi mettere il pubblico di fronte all’assurdità della realtà dei fatti.

Nello spettacolo ipotizzo una realtà alternativa in cui la questione del “chi va con chi” sia ormai superata.
Immagino che per dimostrare l’enormità del cambiamento ad un pubblico, sia necessario fare un passo indietro, far vedere com’era il mondo prima, e per farlo scelgo di concentrare l’attenzione su un’area geografica estremamente circoscritta, l’Alto Vicentino, appunto. 

 


 
Marco Bianchini Attore e narratore vicentino si è formato all’École Philippe Gaulier di Parigi (2004) e con Giovanna Mori, Marco Paolini, Miriam Goldschmitd, Lilo Baur, Marcel Marceau, Paola Bianchi, Giorgio Rossi, Pierre Byland. Dal 2005 collabora, sia in veste di attore/autore/regista che di organizzatore, con il Teatro della Caduta di Torino, che ha prodotto quattro suoi monologhi: “Sotto il Danubio” (2014), ispirato al folklore bulgaro, “La Ballata dei Van Gogh” (2010), ispirato alla vita del celebre pittore, “Lamleto” (2009), adattamento in forma di monologo della tragedia di Shakespeare e “Anamnesi” monologo autobiografico che rielabora l’esperienza di una malattia mortale (2007). Ha vinto, diretto da Francesco Giorda, con il gruppo di attori del Teatro della Caduta, il primo premio della giuria e del pubblico al “Concorso Internazionale di Regia Fantasio Piccoli” (Trento, 2006), secondo posto e premio del pubblico nell’edizione del 2007. E’ stato finalista e ha vinto il premio del pubblico al concorso italiano per monologhisti “C’è posto per te” (Asti, 2001). Attore ne “I Favolosi Morgan” 2015, “La bottega lirica” (2013), “I Grandi Classici” (2010), “Avrei preferito essere Jacques Cousteau” (2009) prodotti dal Teatro della Caduta. Ha partecipato alla conduzione di quattro edizioni del Varietà della Caduta (2006-2011). Ha curato la regia di “Madama Bovary” (finalista Premio Scenario 2011, in cartellone per il Teatro Stabile di Torino dal 24 al 29 aprile 2012) e di “Leopardi Shock”, entrambi interpretati da Lorena Senestro. Nel 2011 ha condotto un ciclo di lezioni sulla scrittura comica alla Scuola Holden di Torino. Nel 2012 ha partecipato come tutor al progetto internazionale “My migrant story” per la Scuola Holden. Dal 2013 collabora con la casa editrice Petrini – De Agostini Scuola. Dal 2013 è impegnato in diversi progetti radiofonici con l’attrice Lorena Senestro: il Radiodramma a puntate “Lamiere Roventi” andato in onda su Radio M**Bun e RadioFlash nel 2013 e nel 2014 e il progetto “Colpo di scena!”, in onda su Radio Banda Larga nell’autunno 2015.
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 

SOSTENITORI

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